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Comune di Pavia - progetto prati fioriti

Un modo nuovo di progettare e gestire il verde pubblico urbano, in sintonia con le politiche internazionali di conservazione della biodiversità e dello sviluppo sostenibile

Punti qualificanti e obiettivi principali del progetto

conservazione della biodiversità, tramite l’uso di specie spontanee locali adatte dal punto di vista bio-ecologico alle condizioni ambientali del luogo;

valorizzazione estetico-paesaggistica di aree urbane a verde pubblico, che si inseriscano armoniosamente con il territorio circostante;

risparmio dei costi di gestione, realizzabile grazie all’uso di specie autoctone e quindi poco esigenti in quanto adattate alle condizioni climatiche locali;

educazione ambientale dei cittadini, per accrescere la sensibilità e la conoscenza della natura del territorio pavese.

L’arricchimento della biodiversità complessiva (numero di specie, di ambienti e di paesaggi) ed una più consapevole attenzione sociale alle tematiche relative alla conservazione dell’ambiente naturale rappresenteranno un accrescimento nella qualità della vita in una città moderna e proiettata verso un futuro “verde”, come Pavia vuole essere. .. |

 

Logo_3Bi_lt.gif unipv Dipartimento di Ecologia del Territorio

D

E

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UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PAVIA

Dipartimento di Ecologia del Territorio

logo_pavia_sm.jpg Centro Flora Autoctona lombardia Centro per la Tutela della Flora Autoctona della Regione Lombardia

 

Il progetto

Comune di Pavia - pratifioritiA seguito dell’urbanizzazione di alcune zone periferiche di Pavia, in località Cascina Pelizza, si sono rese disponibili varie aree di diversa dimensione (10.00/35.000 mq), non accorpate, ma frazionate e incuneate fra le residenze o fra queste e le strade di grande scorrimento ed i campi coltivati. Il settore OO.PP. del Comune di Pavia ha ipotizzato per tali aree l’impianto di “prati fioriti selvatici”, privilegiando scelte di verde a bassa manutenzione, senza rinunciare alla funzione estetico-paesaggistica, alla conservazione della biodiversità ed alla valenza didattico-sociale. L’impianto di “wildflowers”, ovvero di fiori selvatici spontanei, come soluzione di continuità tra paesaggio naturale ed antropizzato, è affidato ad una ditta di sementi italiana (3 Bi Italia s.r.l.); i miscugli previsti comprendono un numero elevato di specie (40-50), in combinazione diversa a seconda delle tipologie di aree da impiantare. Si ricordano, ad esempio, Cichorium intybus, Daucus carota, Echium vulgare, Linaria vulgaris, Leucanthemum vulgare, Malva sylvestris. Si tratta per lo più di specie ad ampia diffusione in centro-sud Europa, frugali e tipiche di prati spontanei aridi, presenti in gran parte allo stato spontaneo anche nella zona di Pavia.

Il progetto portato avanti dall’Amm. ne comunale di Pavia è sicuramente innovativo, rispetto alla tradizionale “cura” del verde pubblico, in quanto in Italia  risulta ancora poco sfruttato l’uso ornamentale di specie autoctone (salvo che in Toscana), mentre è decisamente più diffuso come pratica in paesi attenti alla diversità floristica e alla sua conservazione, vista come risorsa e non come inutile o fastidioso insieme di “malerbe” da combattere; in nazioni come la Svizzera o la Gran Bretagna, sono attive diverse organizzazioni no-profit - Charity, che si occupano proprio della valorizzazione e uso della flora spontanea in azioni di ricostruzione ambientale, sia verde pubblico che privato (es. Flora Locale, www.floralocale.org per la Gran Bretagna e la Commissione Svizzera per la conservazione delle piante selvatiche CPS  www.cps-skew.ch).

L’uso di semi di origine locale, al fine di aumentare la possibilità di successo in opere pubbliche di recupero e rinaturalizzazione (es. anche scarpate autostradali), nonché per evitare fenomeni di inquinamento genetico, va nella direzione di un utilizzo sostenibile delle risorse naturali, del rispetto della biodiversità floristica e quindi faunistica, della continuità paesaggistica campagna-città e della conservazione della natura in generale (Cfr. molteplici Convenzioni internazionali come: UN-CBD, 1992; Convenzione Europea del paesaggio (Firenze,2000, Consiglio d’Europa); Dir. Habitat 92/43 CEE, etc.)